Il Vevera è un piccolo torrente dell'alto novarese, rientrante nel bacino idrografico del Lago Maggiore; ha una lunghezza di circa 11 km.
Percorso

Nasce sulle pendici del Mottarone, nel comune di Invorio, nei pressi del colle chiamato Monte Barro e, dopo aver attraversato i comuni di Invorio, Paruzzaro e Oleggio Castello, allarga il proprio letto e si getta nel lago Maggiore, presso il centro abitato della città di Arona.
Inquinamento
Vi è una considerevole differenza di inquinamento fra la sorgente e la foce, a causa degli scarichi fognari della città di Arona e per diversi fattori chimici che ne alterano la qualità delle acque. Negli anni '70 lo sviluppo delle industrie nelle nascenti aree industriali, ne causarono un grave inquinamento. Il massiccio sviluppo edilizio, a seguito della apertura dello svincolo autostradale, causarono un nuovo momento di crisi, legato agli scarichi fognari dei nuovi poli urbanizzati.
Regime
Il Vevera porta alla foce circa 0.7 m³/s.[1] Tuttavia, in caso di piene eccezionali, può aumentare di molto la sua portata e allagare alcune zone di Arona.
Sport
Nel Vevera, nel tratto montano, quando la portata d'acqua è abbastanza elevata (dopo abbondanti piogge) si pratica il kayak.
Fauna e Flora
I pesci che vivono nel torrente non sono pochi ma neanche un numero esagerato. Nel tratto montano troviamo la trota, il salmerino il vairone, trota iridea e qualche ciprinide. Nella sua valle ci sono caprioli e cinghiali, mentre gli alberi che popolano la valle sono variegati e nel tratto finale le sponde sono cementificate per protezione dell'abitato di Arona.
Note
Bibliografia
- Carlo Giuliani, Il torrente Vevera, Compagnia della Rocca, 2010.
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