Il sindacato, nel diritto del lavoro, è un ente che rappresenta una categoria di lavoratori o datori di lavoro in un rapporto lavorativo.[1][2]
Storia

La prima forma di queste associazioni di cui si ha notizia nacque nell'Antica Roma e prendeva il nome di collegia. Erano costituite principalmente da imprenditori e avevano come compito principale quello di difendere gli interessi di questi presso le autorità. Nel medioevo, si formarono dapprima le gilde in Nord Europa, vere associazioni di mestiere deputate alla mutua assistenza, e successivamente le corporazioni in Sud Europa, con i medesimi fini.
Le prime forme moderne di associazione dei lavoratori sorsero nel Regno Unito durante la Rivoluzione industriale (1750-1800): le trade unions. Furono essenzialmente dei sindacati nazionali di mestiere che si formarono in Gran Bretagna nel 1824, con lo scopo di rendere più sopportabili le condizioni di vita dei lavoratori nelle fabbriche. La debolezza del nascente Movimento operaio inglese però appare nel 1834, quando fallisce il suo tentativo di unificarsi in una grande unione sindacale nazionale. Negli anni 1868-1871 furono legalizzate queste forme associative, e venne creato un organismo di coordinamento delle organizzazioni sindacali, il Trades Union Congress. In breve tempo esse si diffusero anche in Belgio, Austria e Spagna, e più in là in Francia e Germania, dove furono avversate. In tutti questi Paesi i sindacati poi furono accettati per legge.
In Italia, il primo vero sindacato nacque a Torino nel 1848, a opera di Tipografi; su questo esempio nasceranno più in là associazioni in tutte le categorie dei lavoratori. L'Italia sarà comunque uno degli ultimi Paesi occidentali ad avere un coordinamento sindacale nazionale tra le varie categorie, dato che solo nel 1906 sarà fondata a Milano la Confederazione Generale del Lavoro (CGdL), poi sciolta dal fascismo nel 1927. Nel Regno d'Italia, già intorno al 1870, si formarono delle associazioni, le "leghe di resistenza", che possono essere intese come le prime forme di associazione sindacale. Nel 1888 nel comasco si fusero nella prima lega provinciale, mentre a Piacenza, nel marzo 1891, venne fondata la prima camera del lavoro.
Nel 1901 nacque la Federazione sindacale internazionale (con sede ad Amsterdam), alla quale aderirono sindacati inglesi, francesi e statunitensi: questa Unione, sospesa durante la prima guerra mondiale, si ricostituì nel 1919, e nel 1921 contava già 25 milioni di aderenti, nonostante fossero venute a mancare le adesioni dei sindacati russi e statunitensi.
Dopo la seconda guerra mondiale il sindacalismo europeo conobbe una forte crescita e si svilupparono forme di cooperazione internazionale tra sindacati, culminate nella creazione della Confederazione europea dei sindacati nel 1973.[3]
Nel XX secolo si svilupparono anche organizzazioni sindacali internazionali con l'obiettivo di coordinare l'azione dei lavoratori a livello globale.
Descrizione
Nelle imprese esistono sia sindacati dei lavoratori che sindacati dei datori di lavoro (detti organizzazioni datoriali o anche Associazioni datoriali di categorie). Anche le diverse categorie professionali del vasto mondo del lavoro autonomo sono rappresentate da specifici sindacati. I dirigenti e i quadri hanno le loro sigle sindacali e, fuori dall'ambito privato, ci sono le organizzazioni sindacali dei lavoratori del pubblico impiego.
La storia dei sindacati è però soprattutto storia dei lavoratori subordinati delle categorie inferiori (e cioè operai o contadini e impiegati) che si riuniscono allo scopo di difendere gli interessi delle loro categorie rispetto a chi detiene la proprietà dei mezzi di produzione. I sindacati, nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale, vengono anche definiti "parti sociali".
Lo scopo originario dei sindacati era quello di raccogliere fondi assicurativi in caso di malattia e invalidità o di rivendicare migliori condizioni salariali e lavorative. Lo strumento spesso utilizzato per le rivendicazioni è lo sciopero. Tuttavia, l'attività dei sindacati viene espressa anche attraverso la contrattazione collettiva che risulta uno dei principali strumenti di autoregolamentazione per i rapporti di lavoro e per le relazioni sindacali. Poiché essi possono operarsi per far valere per gli interessi delle classi lavoratrici, spesso i sindacati e i partiti dei lavoratori (soprattutto quelli socialisti) si sono trovati in posizioni molto vicine o coincidenti. Riguardo ai rapporti tra sindacato e politica si sono sviluppate due teorie:
- Una che prevede la separazione tra sindacato e partito. Il primo si occupa degli interessi economici immediati dei lavoratori, l'altro degli interessi politici e della trasformazione della società a favore dei lavoratori.
- Un'altra, di stampo leninista, che vede il sindacato come cinghia di trasmissione tra il partito e le masse operaie. Non sono però strumenti subordinati agli interessi di partito, il sindacato ha una funzione politica nello spingere i lavoratori all'impegno con e per il partito finché questo tuteli i loro interessi. Allo stesso tempo il sindacato è lo strumento per eccellenza che i lavoratori hanno a disposizione per far pressione sul partito affinché questo non si allontani dalla politica che essi, con la loro partecipazione, esprimono. Nell'ottica leninista, dunque, il partito e il sindacato devono avere funzioni differenti ma unità d'intenti.
Nel mondo
La disciplina varia da Stato a Stato.
A livello internazionale operano alcune organizzazioni come l'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) creata nel 1919. La convenzione ILO del 9 luglio 1948, n. 87 sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale all'art 4. vieta che le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro siano soggette a scioglimento o a sospensione per via amministrativa.[4]
Vi sono anche la Federazione sindacale mondiale (fondata nel 1945) e la Confederazione sindacale internazionale (fondata nel 2006), che rappresenta centinaia di milioni di lavoratori nel mondo.[5]
Italia
In Italia, dal punto di vista giuridico, il sindacato è un'associazione non riconosciuta; la rappresentatività di un sindacato è il presupposto sul quale si valuta il potere di firmare accordi vincolanti per tutti i lavoratori del settore cui l'accordo si riferisce (art. 39 Costituzione)[6], e per l'accesso alle tutele dell'attività sindacale previste dalla legge (art. 19 dello Statuto dei lavoratori). I dirigenti e i rappresentanti sindacali godono di alcune tutele, come ad esempio della legge 11 giugno 1974, n. 252 e del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564 conferisce loro varie agevolazioni di carattere previdenziale. Molteplici sentenze della Corte costituzionale hanno chiarito che la rappresentatività di un sindacato è determinata da una serie di elementi anche indiziari, non unicamente dal numero di iscritti, di preferenze nelle elezioni di RSA/RSU o nei referendum approvativi di un contratto collettivo nazionale.
I sindacati delle imprese in Italia sono centinaia, suddivisi o per dimensione/tipologia oppure per settore a volte per territorio geografico. Oltre ai sindacati delle imprese esistono anche i sindacati dei lavoratori autonomi tra cui quelli dei liberi professionisti. Nel mondo del lavoro autonomo azioni sindacali famose sono quelle dei padroncini, taxisti, farmacisti, avvocati, veterinari e degli edicolanti. Da evidenziare che, come per i lavoratori subordinati o parasubordinati, non è obbligatoria l'iscrizione di un'impresa o di un lavoratore autonomo ad un'associazione sindacale.
Russia e area post-sovietica
Nel contesto dell'Impero russo, le prime organizzazioni sindacali apparvero alla fine del XIX secolo, spesso collegate ai movimenti socialisti e rivoluzionari. Dopo la rivoluzione russa del 1905, alcuni sindacati ottennero una parziale legalizzazione.[7]
Con la Rivoluzione del 1917 e la nascita dell'Unione Sovietica, i sindacati vennero integrati nel sistema statale e divennero strumenti di gestione del lavoro piuttosto che organizzazioni indipendenti. Nel periodo sovietico svolgevano funzioni di welfare e mobilitazione politica dei lavoratori.[8][9]
Dopo il 1991, con la dissoluzione dell'URSS, il sistema sindacale subì una trasformazione verso modelli più pluralisti, anche se molte organizzazioni mantennero continuità con le strutture sovietiche.[10][11]
Asia
In Asia lo sviluppo dei sindacati fu più tardivo e spesso legato alla modernizzazione industriale e ai processi coloniali.
Il Giappone fu uno dei primi paesi asiatici a sviluppare organizzazioni sindacali moderne: il primo sindacato fu fondato nel 1897 durante il periodo di industrializzazione Meiji.[12]
Nel XX secolo i sindacati si diffusero anche in Cina, India e Corea, spesso collegati ai movimenti nazionalisti e socialisti. In molti paesi asiatici, tuttavia, il sindacalismo rimase limitato a causa di regimi autoritari o di severe restrizioni legali.[13][14][15]
Nel XXI secolo il livello medio di sindacalizzazione in Asia è rimasto relativamente basso rispetto ad altre regioni del mondo.
Africa
Durante il periodo coloniale africano le organizzazioni sindacali erano generalmente limitate e controllate dalle amministrazioni coloniali. Tuttavia, negli anni quaranta e cinquanta del XX secolo i sindacati iniziarono a svolgere un ruolo importante nei movimenti per l'indipendenza.[16]
In diversi paesi africani i sindacati furono tra le principali organizzazioni della società civile durante i processi di decolonizzazione.
Dopo l'indipendenza, molti governi integrarono o controllarono i sindacati nel sistema politico nazionale. In alcune regioni dell'Africa, il tasso di sindacalizzazione rimane relativamente basso e diseguale.[17]
Oceania
In Oceania il sindacalismo si sviluppò principalmente in Australia e Nuova Zelanda tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.[18]
In Australia i sindacati ebbero un ruolo centrale nello sviluppo del movimento operaio e nella formazione del Partito Laburista. Le organizzazioni sindacali influenzarono profondamente la legislazione sul lavoro e il sistema di arbitrato industriale.[19][20]
In Nuova Zelanda i sindacati contribuirono alla creazione di uno dei primi sistemi di relazioni industriali istituzionalizzate al mondo.[21][22]
Stati Uniti d'America
Negli Stati Uniti i sindacati sono formati dalle cosiddette Labor Union, esistenti sin dalla fine dell'Ottocento.
America Latina
Il sindacalismo in America Latina si sviluppò tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo in paesi caratterizzati da rapidi processi di urbanizzazione e industrializzazione, come Argentina, Brasile e Messico.[23]
Molti sindacati latinoamericani furono influenzati da ideologie anarchiche, socialiste e comuniste, portate spesso da immigrati europei.
Nel corso del XX secolo i sindacati ebbero un ruolo politico significativo, partecipando a movimenti populisti, nazionalisti o rivoluzionari. In diversi paesi furono anche soggetti a repressioni durante periodi di dittature militari.[24][25][26]
Canada
Il movimento sindacale canadese si sviluppò nel XIX secolo seguendo dinamiche simili a quelle degli Stati Uniti e del Regno Unito.[27]
Le prime organizzazioni sindacali erano basate sui mestieri specializzati, ma con l'industrializzazione si diffusero sindacati industriali più ampi. Nel XX secolo il sindacalismo canadese contribuì alla creazione di importanti diritti del lavoro, come la contrattazione collettiva e la tutela dei lavoratori.[28][29]
Nel secondo dopoguerra il sistema sindacale canadese si consolidò con una forte presenza nei settori pubblici e industriali.[30]
Note
- ↑ sindacato, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑ SINDACATO: definizione (PDF), su difesa.it. URL consultato il 13 febbraio 2023.
- ↑ Movimento operaio e sindacale - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 14 marzo 2026.
- ↑ C087 - Freedom of Association and Protection of the Right to Organise Convention, 1948 (No. 87), su ilo.org, Organizzazione internazionale del lavoro (ILO). URL consultato il 22 marzo 2026.
- ↑ About the ITUC, su ituc-csi.org, International Trade Union Confederation. URL consultato il 14 marzo 2026.
- ↑ Articolo 39 - Costituzione della Repubblica Italiana, su senato.it, Senato della Repubblica. URL consultato il 22 marzo 2026.
- ↑ Russian Revolution, su Encyclopaedia Britannica. URL consultato il 14 marzo 2026.
- ↑ William B. Husband, “Workers’ Control and the Soviet State: The Case of the Trade Unions” in Soviet Studies.
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- ↑ Sheila Fitzpatrick, Everyday Stalinism (1999)
- ↑ Stephen Kotkin, Magnetic Mountain: Stalinism as a Civilization (1995)
- ↑ Labor and trade unions in Japan, su Encyclopaedia Britannica. URL consultato il 14 marzo 2026.
- ↑ Elizabeth J. Perry, Shanghai on Strike: The Politics of Chinese Labor (1993).
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- ↑ Trade unions in Africa, su Encyclopaedia Britannica. URL consultato il 14 marzo 2026.
- ↑ ILO Africa, su ilo.org, International Labour Organization. URL consultato il 14 marzo 2026.
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- ↑ Bronwyn Dalley, The New Zealand Labour Movement (2000)
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- ↑ Trade unions in Latin America, su Encyclopaedia Britannica. URL consultato il 14 marzo 2026.
- ↑ Marcel van der Linden, Workers of the World: Essays toward a Global Labor History (2008).
- ↑ Beverly J. Silver, Forces of Labor: Workers’ Movements and Globalization since 1870 (2003).
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- ↑ Trade Unions, su thecanadianencyclopedia.ca, The Canadian Encyclopedia. URL consultato il 14 marzo 2026.
- ↑ Gary K. F. Thomas, Canadian Labour History (2017)
- ↑ Greg Kealey & Reg Whitaker, Workers and Canadian History (1991)
- ↑ Canadian Social Trends, Summer 2000, no. 57, su www150.statcan.gc.ca.
Bibliografia
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- Fabio Bertini, Gilliatt e la piovra. Storia del sindacalismo internazionale dalle origini a oggi, Aracne, Roma, 2011.
- Luca Di Majo, Art. 39 Cost. e contratto collettivo, in www.federalismi.it, 23 dicembre 2017
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- Debora Migliucci, Storia del lavoro e del sindacato, in www.archiviolavoro.it
- Giorgio Sacchetti, Lavoro, democrazia, autogestione. Correnti libertarie nel sindacalismo italiano (1944–1969), Roma, ARACNE, 2012, pp. 376 ISBN 9788854848047 (indice e introduzione) Archiviato l'8 dicembre 2015 in Internet Archive.
- Myriam Bergamaschi, I sindacati della Cgil 1944-1968. Un dizionario, Milano, Guerini e Associati, 2007
- Vincenzo Saba, Il sindacato come associazione. Quattro saggi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2001.
- Vincenzo Saba, Il «Patto di Roma». 1944, i cattolici e l'unità sindacale, Roma, Edizioni Lavoro, 2014.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- trade unions, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- sindacato, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (IT, DE, FR) Sindacato, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) trade union, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere riguardanti Labor unions / Trade-unions / Gewerkschaft, su Open Library, Internet Archive.
- Classe e Nazione, su artiemestieri.info.
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