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Lecce (AFI: /ˈleʧʧe/[5] ascolta; Lécce in dialetto salentino; Λουππίου, Luppìu in grico[6]) è un comune italiano di 94 387 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia in Puglia.

Situata in posizione pressoché centrale della penisola salentina, tra la costa adriatica e quella ionica, è il capoluogo di provincia più orientale d'Italia.

Le antiche origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana la inseriscono tra le città d'arte d'Italia,[7] tanto da essere denominata la "Signora del Barocco".[8] La città, si distingue per la ricchezza e l'esuberanza del barocco tipicamente seicentesco delle chiese e dei palazzi del centro, costruiti nella locale pietra leccese, calcare molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Lo sviluppo architettonico e l'arricchimento decorativo delle facciate fu particolarmente curato durante il Regno di Napoli e caratterizza la città in modo talmente originale da dar luogo alla definizione di barocco leccese.

È sede dell'Università del Salento, già Università di Lecce, ed è stata capitale italiana della cultura nel 2015.[9]

Area urbana

L'area urbana di Lecce comprende il capoluogo e i comuni strettamente connessi per continuità edilizia, mobilità e servizi, costituiti da una rete di comuni che gravitano sul capoluogo e formano un bacino urbano complessivo.[10]

Elenco dei comuni e popolazione stimata:

  • Lecce: 95.000 abitanti
  • Surbo: 15.000 abitanti
  • Cavallino: 13.000 abitanti
  • Lizzanello: 12.000 abitanti
  • Monteroni di Lecce: 13.000 abitanti
  • Arnesano: 4.000 abitanti
  • San Cesario di Lecce: 8.000 abitanti
  • San Pietro in Lama: 4.000 abitanti
  • Lequile: 9.000 abitanti
  • Trepuzzi: 14.000 abitanti
  • Novoli: 8.000 abitanti
  • Veglie: 14.000 abitanti
  • Copertino: 23.000 abitanti
  • Campi Salentina: 10.000 abitanti
  • Carmiano: 12.000 abitanti
  • Salice Salentino: 8.000 abitanti
  • Nardò: 30.000 abitanti
  • Galatina: 25.000 abitanti
  • Galatone: 16.000 abitanti
  • Leverano: 14.000 abitanti
  • Squinzano: 10.000 abitanti
  • Aradeo: 7.000 abitanti


Totale stimato dell'area urbana: circa 364.000 abitanti.

Questa definizione considera esclusivamente i comuni strettamente integrati nel tessuto urbano di Lecce, rappresentando il bacino urbano effettivo e funzionale per servizi, mobilità e attività socio-economiche.

Geografia fisica

Territorio

Panorama notturno della città

Nella geografia locale Lecce occupa la parte centro-settentrionale della pianura salentina, nel cosiddetto tavoliere di Lecce, un vasto e uniforme bassopiano del Salento compreso tra i rialti terrazzati delle Murge, a nord, e le serre salentine, a sud. L'area è caratterizzata da un particolare terreno calcareo-marnoso del Miocene, che nell'Italia meridionale s'incontra quasi esclusivamente nella Terra d'Otranto e che viene comunemente conosciuto col nome di "pietra leccese", facilmente scavabile e tagliabile. La morfologia del territorio è complessivamente pianeggiante.

La pianura salentina per zone pedologiche.

Caratteristiche del territorio sono i poderosi strati di terra rossa e l'assenza di corsi d'acqua di superficie. Il terreno carsico, tuttavia, presenta innumerevoli inghiottitoi (chiamate vore o capoventi), punti di raccolta delle acque piovane, che vengono convogliate nel sottosuolo alimentando la falda freatica. Solcano poi la superficie numerosi canali, scavati per favorire il deflusso delle acque piovane negli inghiottitoi ed evitare la formazione di acquitrini. Il territorio del comune di Lecce è percorso dall'Idume, un fiume sotterraneo che sfocia nel mare Adriatico nei pressi della marina di Torre Chianca, formando il bacino dell'Idume[11].

Il territorio comunale si estende per 241,00 km² e si affaccia sul mare Adriatico per più di 20 km. Comprende le marine di San Cataldo, divisa amministrativamente tra Vernole e Lecce, Frigole, Torre Chianca, Spiaggiabella e Torre Rinalda e la frazione di Villa Convento, amministrata in parte dal comune di Novoli, e il sobborgo di San Ligorio. La località di Casalabate è passata il 15 maggio 2012 sotto la giurisdizione dei comuni di Squinzano e Trepuzzi per effetto dell'esito del referendum consultivo del 12 e 13 giugno 2011[12]. È racchiuso nel territorio comunale di Lecce l'enclave del comune di Surbo. Il territorio di Lecce confina a nord e a est con il mare Adriatico, a sud con i comuni di Lequile, San Cesario di Lecce, Cavallino, Lizzanello e Vernole, a ovest con Squinzano, Trepuzzi, Novoli, Arnesano e Monteroni di Lecce.

Clima

La stazione meteorologica di riferimento è quella di Stazione meteorologica di Lecce Galatina situata 15 km a sud. In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +26 °C.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 484 mm, mediamente distribuite in 69 giorni di pioggia, con minimo in estate, picco massimo in autunno e massimo secondario in inverno.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio, mentre i valori assoluti si riferiscono a tutta la serie storica della stazione.[13][14][15][16]

Lecce Osservatorio Meteorologico
(1991-2011)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 15,216,518,523,026,831,333,934,630,927,120,116,216,022,833,326,024,5
T. min. media (°C) 8,19,312,315,517,221,223,724,822,119,314,710,09,115,023,218,716,5
Precipitazioni (mm) 52,367,844,029,819,315,13,29,222,660,394,166,1186,293,127,5177,0483,8

Origini del nome

Gli antichi geografi greci, Strabone, Tolomeo, conoscono il toponimo (greco) Λουππίαι Luppíai o Λουπία Lupía, i latini dànno Lupiae e nel medioevo Lipiae, da cui deriva poi Licce e Lecce, con esito fonetico regolare per la regione; l'etimo di Lupia è comunque difficile da trovarsi e non vi è consenso tra gli studiosi; è stata comunque fatta l'ipotesi di una connessione col nome del lupo[17].

Storia

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Lecce.

Età antica

La storia di Lecce inizia in un'epoca antecedente a quella di Roma in quanto pone le sue radici già nell'età messapica. Il primo insediamento fu fondato dalle popolazioni provenienti dall'Illiria durante le migrazioni del III millennio a.C. e conosce il periodo di maggiore maturità nel VII e IV secolo a.C. Una leggenda vuole però che la città sia nata intorno al 1200 a.C., per opera di Malennio, subito dopo la distruzione di Troia, e che lui sarebbe stato il primo a dominare in quest'area e a introdurre la cultura greca nella città, allora chiamata Sybar[18].

Nel III secolo a.C. Roma conquistò tutto il Salento, quindi anche Sybar, che aveva mutato il nome in Lupiae, e la vicina Rudiae, città dove era nato il poeta Quinto Ennio che, negli Annales, cantò sei secoli di storia di Roma, a partire dall'arrivo di Enea sulle coste laziali. Tra la fine dell'età repubblicana e gli inizi dell'età imperiale, Lupiae si presenta cinta da mura, costruite su quelle messapiche, dotata di un foro, un teatro, un anfiteatro e uno sbocco sul mare: Porto Adriano, l'attuale marina di San Cataldo.

All'età neroniana si vuole risalga l'evangelizzazione di Lupiae per opera del patrizio Publio Oronzio che, convertito al Cristianesimo da Giusto, discepolo di san Paolo, sarebbe stato il primo vescovo e il primo martire della città.

Età medievale

Tancredi d'Altavilla

Dopo una breve parentesi di dominazione greca, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto, nel 542 e nel 549 e rimase sotto il dominio dell'Impero romano d'Oriente per cinque secoli, offuscata dalla potente Otranto, capitale del dominio bizantino. Successivamente, dal VI secolo in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Bizantini, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi.

Fu la conquista normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Infatti, a partire da Goffredo (1069) i conti normanni vi tennero corte e qui nacque l'ultimo re normanno, Tancredi, figlio di Ruggero III. Ai Normanni seguirono gli Svevi di Federico II e gli Angioini. Il periodo storico compreso tra 1055 e 1463 va sotto il nome di Contea di Lecce.

Età moderna

Stemma della Terra d'Otranto

Dal 1463 Lecce fu soggetta direttamente al Regno di Napoli sotto la monarchia di Ferrante d'Aragona. Con gli Aragonesi la città acquistò sempre più importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee. In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi, albanesi e fu importante centro culturale.

Nei due secoli seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e dell'attuale Porta Napoli.

Il 1630 fu l'anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche, si diedero da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più belle e importanti.

Una tremenda epidemia di peste funestò Lecce nel 1656. Le vittime furono migliaia e la tradizione religiosa narra che, dopo tanta attesa, avvenne un miracolo per intercessione di sant'Oronzo, che fu poi, per questo, proclamato patrono della città. Precedentemente la patrona era santa Irene.

Nel 1734, dopo la breve dominazione austriaca, a seguito del pericolo di una restaurazione spagnola, prende il potere la nobiltà. Nel 1821 Lecce partecipò al moto carbonaro e mandò un esercito di resistenza alle truppe austriache. Nel 1848 si formò un governo provvisorio e fu fondato il partito Liberale: durante questi anni sottoscrisse il memorandum delle Province Confederate e partecipò al moto liberale del Meridione.

Dopo l'Unità d'Italia, in particolare tra il 1895 e il 1915, la città conobbe una notevole attività edilizia con la realizzazione di numerose opere pubbliche e la prima espansione fuori dalle mura. Vengono creati nuovi quartieri in stile neoclassico, neomoresco e neogotico[20].