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L'Estonia (in estone Eesti), nome ufficiale Repubblica d'Estonia (in estone Eesti Vabariik), con capitale Tallinn, è una repubblica parlamentare situata nell'Europa nord-orientale, confinante a est con la Russia e a sud con la Lettonia e bagnata a nord e a ovest dal Mar Baltico. Le coste sono frastagliate e fronteggiate da un arcipelago di circa ottocento isole, la più grande delle quali è l'isola di Saaremaa.

È il più settentrionale dei Paesi baltici, con i quali è spesso accomunata da simili vicende storiche; tuttavia la lingua e la cultura non sono di origine baltica ma ugrofinnica, come la vicina Finlandia.[7][8]

La superficie totale è pari a 45228 km², mentre la popolazione totale è di 1 340 194 abitanti (circa 29 abitanti per km²[9]). È uno Stato membro dell'Unione europea, della NATO e dell'OCSE ed è anche uno dei Paesi firmatari del protocollo di Kyoto. È stata protagonista di una crescita economica dal 2010, grazie alla ripresa della domanda estera e delle esportazioni verso i suoi principali partner commerciali scandinavi, Svezia e Finlandia.[10]

L'Estonia è passata dalla corona estone all'Euro il 1º gennaio 2011, divenendo il diciassettesimo membro dell'eurozona.

Storia

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Estonia.

Preistoria

La regione è stata popolata a partire dal 10.000 a.C. Le prime presenze umane in Estonia sono legate alla cultura di Kunda. I primi insediamenti si stabilirono nel Mesolitico attorno al fiume Pärnu. La cultura dei Kunda prende il suo nome dal sito dell'insediamento di Lammasmäe, vicino alla città di Kunda nel nord dell'Estonia, che risale all'8500 a.C. Ossa e manufatti in pietra simili a quelli trovati vicino a Lammasmäe sono stati rinvenuti ovunque nel territorio estone, così come in Lettonia, nel nord della Lituania e nel sud della Finlandia. Tra i minerali, la pietra focaia e il quarzo vennero utilizzati nella maggior parte dei casi per fare utensili e armi da taglio e caccia.

XI-XII fortezza nel nord dell'Estonia, Varbola

Le tribù ugro-finniche e l'Ordine teutonico

Il territorio corrispondente all'odierna Estonia è stato per lungo tempo oggetto di dominazioni straniere. Fu abitata fin dall'antichità da tribù di ceppo finnico, che si dimostrarono in grado di imporsi sulle limitrofe tribù slave e sui principati della Rus'. Nel Medioevo (XII-XIII secolo), l'Estonia fu contemporaneamente cristianizzata e portata sotto la dominazione germanico-teutonica: danese nella parte settentrionale e tedesca più a sud, in Livonia.

Le mura medievali della città di Tallinn

Dal XVII al XX secolo

Estonia come parte dell'Impero svedese (1561–1721)

Dagli inizi del XVI secolo fino alla grande guerra del nord l'Estonia (come la Finlandia) rimase sotto il dominio dell'Impero svedese, che fu costretta a cederla all'Impero russo con il trattato di Nystad del 1721.

I territori baltici acquisiti dall'Impero russo furono inquadrati nel governatorato della Livonia.

L'impronta generale del Paese, l'ordinamento giudiziario, la religione protestante, le amministrazioni locali e regionali e il sistema educativo rimasero istituzioni di stampo prettamente germanico, fino alla fine del XIX secolo. Nell'Impero svedese il livello d'istruzione della nobiltà tedesca era nella media, ma rispetto alla nobiltà russa il livello era molto superiore, per tale motivo l'impero tendeva ad affidare loro l'amministrazione e anche a reclutarli per altri incarichi.[11]

La situazione dei contadini invece peggiorò, con l'estensione all'Estonia della servitù della gleba, ancora in vigore in Russia.

Il dominio degli zar russi si protrasse fino agli sconvolgimenti provocati dalla prima guerra mondiale e dalla Rivoluzione d'ottobre del 1917.

Vanno menzionati inoltre i molteplici tentativi di cristianizzazione della regione: missionari cattolici erano tipici nel Medioevo, mentre i missionari ortodossi arrivarono in Estonia in tempi "relativamente" più recenti (1750/1800 circa).

La Dichiarazione di indipendenza del 1918 e la guerra del 1918-1920

Carta fisica dell'Estonia prebellica

A seguito della caduta dell'Impero russo gli estoni colsero l'occasione per affermare la loro identità nazionale, risorta nel corso dell'Ottocento e dichiararono l'indipendenza il 24 febbraio 1918.[12]

L'indipendenza estone non fu riconosciuta subito dall'Impero tedesco, che a partire dall'ottobre del 1917 cominciò a occupare militarmente il territorio estone. L'occupazione militare si esaurì nel marzo del 1918, in seguito al trattato di pace Brest-Litovsk tra la Russia bolscevica e gli imperi centrali. I bolscevichi, nel vuoto di potere lasciato dai tedeschi, invasero l'Estonia. Ne scaturì una sanguinosa guerra tra estoni, aiutati dagli Stati occidentali, e russi.

La guerra d'indipendenza estone (1918-1920) si concluse con la firma trattato di Tartu che segnava i confini tra Unione Sovietica e Repubblica d'Estonia. Il nuovo Stato estone venne riconosciuto il 2 febbraio 1920. Entrò a fare parte della Società delle Nazioni nel 1921.

Dichiarazione di indipendenza a Pärnu il 23 febbraio del 1918. Una delle prime immagini della Repubblica estone

Gli anni dell'indipendenza

Gli anni dell'indipendenza furono un momento positivo per diversi aspetti, sia economici sia culturali,[13] che gli estoni rimpiangeranno durante il periodo post-bellico, di occupazione sovietica.[14]

Nel periodo dell'indipendenza era attivo a Tallinn un Istituto Italiano di Cultura che per un periodo fu diretto dal giornalista Indro Montanelli.[15]

Era del silenzio

Sul piano politico il timore di una sovversione bolscevica spinse il governo a destra. Fin dal 1918 Konstantin Päts aveva proposto una forma di unione personale tra Finlandia ed Estonia, allora appena resisi indipendenti dalla Russia. Nel 1922 compì la prima visita ufficiale all'estero di un primo ministro estone, in Finlandia.

Nel 1934 Päts, capo del governo insieme con Johan Laidoner, capo dell'esercito, assunsero il potere violando la costituzione.

Iniziò così la cosiddetta Era del Silenzio, una forma di autoritarismo presidenziale di destra molto vicino alla dittatura, senza mai assumerne la forma, in cui il presidente Pats si dichiarò: Protettore dello Stato contro la minaccia dei militanti di estrema destra chiamati Vaps. Questo periodo si protrasse per alcuni storici fino al 1938, mentre per altri fino alla seconda guerra mondiale[16].

L'occupazione sovietica del 1940 e quella nazista nella seconda guerra mondiale (1941-1944)

Lo stesso argomento in dettaglio: Estonia nella seconda guerra mondiale.

Occupazione sovietica 1940

Prima della seconda guerra mondiale, nell'agosto 1939, la Germania nazista e l'Unione Sovietica stipularono un accordo di cooperazione, il patto Molotov-Ribbentrop, il quale conteneva un protocollo segreto col quale Germania ed URSS si dividevano la Polonia, la Finlandia e i Paesi baltici. Poco dopo l'Unione Sovietica occupò e si annetté unilateralmente il Paese e, per questo atto, venne espulsa dalla Società delle Nazioni. Gli Stati Uniti d'America, con la dichiarazione di Welles (23 luglio 1941), notificarono all'Unione Sovietica che essi non avrebbero mai riconosciuto come legittima tale annessione. Infine, con elezioni a lista unica e sotto intimidazioni i bolscevichi-stalinisti trasformarono il Paese nella Repubblica Socialista Sovietica Estone[17]. Coloro che non avevano la prova del voto stampata sul proprio passaporto rischiavano di essere uccisi.[18][19] Gli estoni dissidenti iniziarono a essere deportati.[20][21] Questa prima occupazione sovietica influì profondamente sulla successiva scelta di molti estoni di allearsi a fianco dei tedeschi, come atto di resistenza ai sovietici.[22]

Invasione tedesca e "soluzione finale"

Lo stesso argomento in dettaglio: Olocausto in Estonia.

In seguito all'operazione Barbarossa, nel 1941 e fino al 1944, la Germania nazista occupò i Paesi baltici. I tedeschi vennero accolti dalla resistenza estone come dei possibili liberatori dall'occupazione sovietica; quindi gli estoni su una popolazione di appena un milione di abitanti, fornirono 100 000 soldati, inquadrati in tutti gli eserciti tedeschi. Altri si allearono nell'esercito di resistenza della Finlandia[23] contro l'Armata Rossa sovietica.

In realtà i piani nazisti, delineati nel cosiddetto Generalplan Ost sotto l'impulso dei professori Konrad Meyer-Hetling e Walter Christaller e fortemente sostenuti dall'apparato delle SS di Heinrich Himmler, negavano il ritorno all'indipendenza estone e prevedevano la germanizzazione forzata dell'Estonia e di tutti i Paesi baltici: il territorio sarebbe stato destinato alla colonizzazione tedesca e le popolazioni autoctone "non germanizzabili" deportate nell'est[24]. Inoltre anche in Estonia venne messo in atto il processo di annientamento della popolazione locale ebraica; con la collaborazione di elementi antisemiti baltici, le organizzazioni di distruzione tedesche (Einsatzgruppen) sterminarono i 2 000 ebrei estoni entro la fine del 1941 e Reinhard Heydrich poté definire l'Estonia, nel documento riassuntivo della Conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, il primo Paese europeo judenfrei ("libero da ebrei")[25].

Altri estoni combatterono invece contro il Nazismo. Nell'offensiva del Baltico del 1944, nelle file dell'Armata Rossa combatté l'8º Corpo d'armata estone comandato dal generale Pern e furono queste truppe a entrare a Tallinn il 22 settembre 1944[26].

La rioccupazione sovietica e la perdita dell'indipendenza (1944)

A guerra finita l'Estonia, fortemente indebolita, non riuscì più a ritrovare la propria indipendenza e fu rioccupata diventando parte dell'Unione Sovietica, la quale sostenne che il patto Molotov-Ribbentrop, per l'annessione, fosse già stato stipulato con la Germania nazista prima dell'inizio delle ostilità e che conseguentemente l'Estonia avesse richiesto "spontaneamente" firmando, l'adesione all'Unione Sovietica.[non chiaro]

I tentativi di Resistenza estone: i Fratelli della foresta

Lo stesso argomento in dettaglio: Fratelli della foresta.

Fra i Fratelli della foresta, un movimento di resistenza anti-sovietica che aveva agito durante la seconda guerra mondiale, si distinse la figura di Alfons Rebane, pluridecorato militare estone, ufficiale della 20. Waffen-Grenadier-Division der SS Estland e uno degli artefici del movimento di resistenza ai soviet. I Fratelli della foresta furono attivi anche durante il periodo post-bellico di occupazione sovietica. Nel 1950, durante la guerra fredda, una commissione del Congresso degli Stati Uniti d'America definì le divisioni Waffen-SS estoni, che avevano combattuto accanitamente a fianco dell'esercito tedesco sul fronte orientale fino a Berlino, "distinte dalle SS" e "non ostili" alla politica perseguita dal governo statunitense; ciò per cercare di giustificare pubblicamente l'appoggio dato a forze anti-regime sovietico neo-naziste.

La russificazione forzata e la spersonalizzazione della cultura estone

Stalin proseguì nella politica di "russificazione" del territorio e di deportazione dei dissidenti estoni in Siberia.[27] I sovietici imposero una sistematica politica di spersonalizzazione del popolo estone: ogni manifestazione esteriore dell'identità culturale estone venne proibita (per esempio indossare abbigliamento con i colori nazionali era fuori legge), il patrimonio artistico e tutto ciò che poteva ricordare altre culture, specie se tedesca, fu depauperato.

L'azione sovietica

Lo stesso argomento in dettaglio: Deportazioni sovietiche dall'Estonia.

I danni materiali causati dalla fine della seconda guerra mondiale, aggravati dalla conseguente occupazione sovietica, rallentarono la crescita economica estone nel dopoguerra, creando come risultato un enorme divario nella ricchezza rispetto alle vicine Finlandia e Svezia. A partire dal 1991, con la restaurazione dell'indipendenza, l'economia dell'Estonia ha registrato una decisa ripresa, rallentata solo dalla crisi globale del 2008.[28]

Nel periodo di occupazione sovietica il KGB, la polizia politica segreta sovietica, ebbe un ruolo di primo piano nella repressione, e continuò la sua attività fino alla dissoluzione dell'URSS nel 1991. Alcuni cittadini estoni, sospettati dalle autorità sovietiche di volere l'indipendenza dell'Estonia, venivano schedati, controllati e spiati dalla polizia segreta sovietica che provvedeva sistematicamente ad arrestarli. In seguito alle torture, alle esecuzioni e alle deportazioni nei campi in Siberia inflitte ai sospetti antisovietici dal KGB, centinaia di intellettuali, funzionari e giovani studenti estoni sparirono. In questi anni, chiamati "del terrore", la percentuale degli abitanti di etnia estone nel Paese scese drasticamente. La cultura e la lingua estone furono messe in pericolo dalla repressione culturale sovietica.[29]

Opposizione delle potenze occidentali

Gli Stati Uniti d'America e la maggior parte degli Stati occidentali non riconobbero mai all'Unione Sovietica l'annessione dei territori baltici, pur non facendo nulla per opporvisi. Lasciarono intatto il controllo dell'Unione Sovietica sulle tre repubbliche baltiche anche come pegno per l'alleanza sovietica contro Hitler.[senza fonte] In Occidente restarono attive le rappresentanze diplomatiche delle tre repubbliche baltiche, che continuarono a perorare la causa del ritorno all'indipendenza dei loro Stati per quasi cinquant'anni. In questi anni parte del governo dell'Estonia operò in esilio, unico caso fra i tre Paesi occupati, per restaurare la piena sovranità, a Oslo, fino al 1991. Il 29 settembre 1960 il Consiglio d'Europa adottò la risoluzione 189 che condannava l'occupazione militare dei Paesi baltici da parte dell'Unione Sovietica.[30]

Olimpiadi del 1980

Dal 19 luglio al 3 agosto 1980 si sono svolti i Giochi della XXII Olimpiade in Unione Sovietica. Tallinn ha ospitato le gare di vela presso il Centro velico di Pirita, costruito per l'occasione insieme all'Olympia hotel, al centro Linnahall, alla mastodontica Torre televisiva e al terminal aeroportuale.

Durante l'occupazione sovietica la gomma da masticare era vietata in Estonia, perché considerata simbolo del capitalismo statunitense. Tuttavia in deroga alle leggi, per la XXII Olimpiade, venne concesso alla Kalev, nota fabbrica estone di caramelle e cioccolati, di produrre le gomme da masticare ufficiali dei Giochi Olimpici attraverso l'importazione delle linee di produzione.[31]

Il ritorno all'indipendenza estone (1991)

Solo il 20 agosto 1991, con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, l'Estonia ebbe riconosciuta l'indipendenza. Vennero ammessi e resi pubblici dai sovietici, l'aggressione e l'accordo segreto con i nazisti del 1939. La nazione dichiarò quindi ritrovata e restaurata l'indipendenza del 1918, secondo il principio giuridico della continuità (ossia che il Paese ugro-finnico non avesse mai cessato di esistere e che l'era sovietica fosse solamente da considerarsi come un periodo di occupazione militare straniera). Il 12 settembre dello stesso anno si firmò con l'URSS il trattato che avrebbe portato le truppe armate sovietiche ad abbandonare definitivamente il Paese[32].

La politica interna negli anni successivi al biennio 1990-1991, si cimentò con il compito di restaurare le condizioni giuridiche antecedenti al 1940. Il 20 settembre 1992 si svolsero le prime elezioni democratiche della ritrovata indipendenza e la maggior parte della minoranza russofona, giunta con la "russificazione" dopo la seconda guerra mondiale, non possedendo nazionalità estone, non ebbe diritto di voto.[32]

Privatizzazioni ed economia di mercato

ESTCube-1 è il primo satellite artificiale estone

L'asse economico e il commercio estero si spostarono dall'Oriente verso i mercati occidentali, statunitensi ed europei, specialmente quelli scandinavi. Sono state rapidamente privatizzate le aziende nazionali – anche grazie al recupero di più di 100 milioni di dollari messi in salvo nel 1940 in banche occidentali, poco prima dell'occupazione straniera sovietica. Il ritmo di sviluppo economico del Paese dal 1991 ha ripreso a salire in modo notevole, eccettuati per gli anni (2008-09) di crisi economica internazionale.[28]

Geografia

Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Estonia.
Il golfo di Finlandia e l'Estonia
La rondine estone, con i colori nazionali, è un simbolo del popolo estone

La superficie del Paese, poco più grande della Svizzera, è prevalentemente pianeggiante con modeste ondulazioni.

Coperta per il 40% di boschi, ha un consistente numero di laghi, fiumi e isole.

Fa parte della regione biogeografica boreale.[33][34]

Morfologia

L'Estonia è bagnata a nord e a ovest dal Mar Baltico, con i golfi di Riga e di Finlandia.

Le coste sono frastagliate e si estendono per 3794 km.

Davanti a esse si trovano circa 1 520 isole. Le più grandi sono:

La più distante è l'isola di Ruhnu (11,90 km)

L'Estonia è sostanzialmente pianeggiante. Il punto più elevato si trova nel meridione, il monte Suur Munamägi (318 m sul livello del mare).

Idrografia

Lo stesso argomento in dettaglio: Fiumi dell'Estonia e Laghi dell'Estonia.

Il Paese conta numerosi laghi, il maggiore dei quali è il lago Peipsi (Peipsi Järv), situato al confine con la Russia; la parte estone ha un'estensione di 1570 km² ed è il quarto lago di acqua sorgiva più grande in Europa. Un altro lago rilevante, situato nella parte centrale del Paese, è il lago di Võrtsjärv (270 km²). Sul territorio estone si contano circa altri 1 200 laghi naturali, molti dei quali si trovano nel sud del Paese.

I fiumi più importanti dell'Estonia sono il Pärnu (144 km), il Kasari (112 km), l'Emajõgi (101 km) e il Narva (77 km).

Clima

Lo stesso argomento in dettaglio: Clima in Estonia.

Il clima è subcontinentale. Le zone costiere subiscono maggiormente l'influenza del Mar Baltico, con inverni freddi e molto umidi ed estati che alternano caldo intenso a perturbazioni con temperature decisamente fresche.[35][36]

Le acque del Baltico esercitano però anche un'azione termoregolatrice fin verso la fine di settembre, mantenendo relativamente alte le temperature della fascia litoranea quando nelle zone più lontane dal mare si possono verificare le prime sporadiche e lievi gelate.

Temperature

Il clima estone si presenta meno vario rispetto a quello di Paesi vicini come la Finlandia, la Svezia e la Russia. Le isoterme delle temperature medie del mese più freddo (in genere febbraio) sono ovunque comprese tra -1 e -5 °C e le temperature permangono ininterrottamente sotto lo 0 °C per parecchie settimane.

La primavera e l'estate sono stagioni brevi, e settembre è un mese già termicamente autunnale sebbene non di rado le giornate si presentino terse e luminose e le temperature diurne possano essere ancora molto gradevoli.

Precipitazioni

Le precipitazioni sono più abbondanti nella parte settentrionale del Paese, ma in genere la piovosità annuale non è particolarmente elevata (in media 600–700 mm), ed è distribuita prevalentemente nei mesi estivi e all'inizio dell'autunno.

Sulle pianure interne, la mancanza di barriere montuose rende particolarmente veloce il ricambio tra masse di aria di diversa natura; si verificano così temporali a volte molto violenti, prodotti dagli scontri tra le masse di aria calda, provenienti dall'Europa sud-orientale, e le correnti fresche guidate dalle depressioni nord-atlantiche. Gli inverni vedono invece precipitazioni complessivamente scarse e in forma quasi esclusivamente nevosa.

Popolazione

Composizione etnica dei residenti in Estonia(2012)[37]
Estoni
69,7%
Russi
24,8%
Ucraini
2,0%
Bielorussi
1,1%
altri
1,6%

Demografia

Andamento demografico estone dal 1970 al 2010

Nel 1990 gli abitanti erano circa 1 570 000 scesi poi fino a 1 294 455 secondo il censimento del 2011.

Con l'indipendenza nel 1991 e il rimpatrio delle truppe sovietiche presenti nel territorio estone, vi è stata una massiccia diminuzione di popolazione russa nel Paese. Da quel momento è tendenzialmente in aumento la quota della maggioranza di etnia estone (passata dal 61% al 70% circa nel 2012), rispetto agli slavi (diminuiti da oltre 35% a circa il 24% nel 2012).[38]

Per quanto riguarda la politica di cittadinanza dell'Estonia nei rapporti con la minoranza russofona, un rapporto del 2008 del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha descritto come "estremamente credibile" l'appellativo di "discriminatoria" dato a tale politica.[39]

Composizione etnica: nazionalità e minoranze

Popolazione dell'Estonia per gruppo etnico 1897-2016
Gruppo
etnico
censimento 1897[40] censimento 1922 censimento 1934 censimento 1959 censimento 1970 censimento 1979 censimento 1989 censimento 2000 censimento 2011[41] statistiche 2016[42]
Numero % Numero % Numero % Numero % Numero % Numero % Numero % Numero % Numero % Numero %
Estoni 867 794 90,5 969 976 87,6 992 520 88,1 892 653 74,6 925 157 68,2 947 812 64,7 963 281 61,5 930 219 67,9 902 547 69,7 905 805 68,8
Russi 37 599 3,9 91 109 8,2 92 656 8,2 240 227 20,1 334 620 24,7 408 778 27,9 474 834 30,3 351 178 25,6 326 235 25,2 330 263 25,1
Ucraini 504 0,05 92 0,0 15 769 1,3 28 086 2,1 36 044 2,5 48 271 3,1 29 012 2,1 22 573 1,7 23 256 1,8
Bielorussi 272 0,03 10 930 0,9 18 732 1,4 23 461 1,6 27 711 1,8 17 241 1,3 12 579 1,0 12 171 0,9
Finlandesi 362 0,04 401 0,0 1 088 0,1 16 699 1,4 18 537 1,4 17 753 1,2 16 622 1,1 11 837 0,9 7 589 0,6 7 659 0,6
Lettoni 5 470 0,5 1 966 0,2 5 435 0,5 2 888 0,2 3 286 0,2 3 963 0,3 3 135 0,2 2 330 0,2 1 764 0,1 2 198 0,2
Ebrei 3 837 0,4 4 566 0,4 4 434 0,4 5 433 0,5 5 282 0,4 4 954 0,3 4 613 0,3 2 145 0,2 1 973 0,2 2 023 0,2
Tatari 36 0,0 166 0,0 1 534 0,1 2 204 0,2 3 195 0,2 4 058 0,3 2 582 0,2 1 993 0,2 1 981 0,2
Tedeschi 33 362 3,5 18 319 1,7 16 346 1,5 670 0,1 7 850 0,6 3 944 0,3 3 466 0,2 1 870 0,1 1 544 0,1 1 913 0,2
Lituani 44 0,0 436 0,0 253 0,0 1 616 0,1 2 356 0,2 2 379 0,2 2 568 0,2 2 116 0,2 1 727 0,1 1 882 0,1
Polacchi 1 941 0,2 969 0,1 1 608 0,1 2 256 0,2 2 651 0,2 2 897 0,2 3 008 0,2 2 193 0,2 1 664 0,1 1 747 0,1
Svedesi 6 083 0,6 7 850 0,7 7 641 0,7 435 <0,1 254 <0,1 297 <0,1 300 <0,1 380 <0,1
Altri 1 047 0,1 11 467 1,0 4 266 0,4 6 116 0,5 6 883 0,5 9 042 0,6 13 798 0,9 19 174 1,4 11 887 0,9 25 046 1,9
Totale 958 351 1 107 059 1 126 413 1 196 791 1 356 079 1 464 476 1 565 662 1 370 052 1 294 455 1 315 944

Cittadinanza

Cittadinanze in Estonia al 2-7-2010:

     84,14% Estoni: 1 148 895

     7,03% Russi: 95 939

     1,57% Altri: 21 517

     7,26% Non determinato (apolidi): 99 173

Gli abitanti dell'Estonia si dividono in cinque gruppi in base alla cittadinanza:[43][44]

  • 84,14% estoni: etnia estone (70%), più persone appartenenti ad altri gruppi etnici che hanno scelto la cittadinanza estone.
  • 7,03% slavi orientali (russi, ucraini, bielorussi) e persone appartenenti ad altre etnie che, pur vivendo in Estonia, hanno scelto la cittadinanza russa.
  • 7,26% "slavi ex sovietici": dal 1991 senza alcuna cittadinanza, residenti in Estonia e perciò apolidi[45]. Gli "slavi ex sovietici" sono quelli che sono giunti in Estonia in epoca sovietica e a tutt'oggi non possiedono né la cittadinanza estone, né quella russa. Sono quindi giuridicamente apolidi.[43]
  • 1,00% finlandesi
  • 0,57% altri.

Estoni

Nel periodo antecedente la seconda guerra mondiale gli estoni etnici autoctoni erano circa il 92% della popolazione totale.

Dal dopoguerra, a causa dell'intensa opera di "russificazione", cioè il processo di forzata assimilazione delle popolazioni diverse nella cultura russa, e di "deportazione" dell'etnia estone, compiuta dai sovietici nei periodi dell'occupazione (1940-1941 e 1944-1991), la proporzione della popolazione totale di estoni etnici era scesa al 61,8%, mentre il secondo gruppo etnico era il russo con il 35% della popolazione.

Minoranza russa

Lo stesso argomento in dettaglio: Russi in Estonia.

Negli anni dell'occupazione sovietica (1940-1941 e 1944-1991) fu praticata un'intensa politica di "russificazione", con l'obbligo di imparare la storia e la lingua russa, il cui uso venne imposto dai sovietici nelle scuole e nei documenti ufficiali. Dopo la guerra a molti estoni fu vietato di ritornare nelle proprie case, occupate dai russi. Molti estoni furono deportati e la loro cultura faticò a sopravvivere.

Distribuzione della popolazione di lingua russa in Estonia (2020):

     0-2%

     2-5%

     5-10%

     10-20%

     20-40%

     40-60%

     60-80%

Insieme alla costruzione di impianti industriali furono costruite aree residenziali e città nelle quali si stabilirono un gran numero di immigrati russi; nacquero tensioni fra le due etnie e vi fu la diffusione di criminalità e mafie tra le bande di etnia russa del Paese.[14][46]

La politica nei confronti della minoranza di origine slava è contestata: i residenti di etnia russa privi di cittadinanza estone non hanno diritto di voto alle elezioni politiche, ma solo alle amministrative. La concessione della cittadinanza estone è vincolata al superamento di un esame linguistico, ritenuto dai russi troppo difficoltoso. Per questa problematica fu interpellata anche l'Unione europea, su richiesta di organizzazioni che sostenevano la tutela dei diritti civili delle minoranze; in seguito alle pressioni delle organizzazioni internazionali l'esame fu reso più semplice. Tuttavia il problema è lontano dall'essere risolto.

Molti slavi di prima generazione o di generazioni successive non sono in grado o non vogliono sostenere la prova di lingua estone. Nonostante ciò essi continuano a risiedere nel Paese richiedendo permessi di soggiorno e mantenendo la cittadinanza russa, oppure sono apolidi e in possesso del cosiddetto passaporto grigio (välismaalase pass); condizioni queste che permettono loro l'agio di tornare nella nativa Russia o in altri Paesi ex sovietici senza richiedere visti imposti dalle autorità russe. Per le generazioni più giovani il mantenimento della cittadinanza russa rende possibile evitare il dovere di prestare servizio militare in Estonia. Tutte le nuove generazioni che vogliono ottenere la cittadinanza estone sono tenute a imparare la lingua estone, dal 1991 unica lingua ufficiale.[14]

Nell'aprile 2007 la decisione, presa dal governo estone, di trasferire la statua al soldato dell'Armata Rossa, dal centro di Tallinn a un sacrario periferico accese violenti scontri tra minoranza russofona e nazionalisti estoni, presto estesisi alle città con presenza di minoranze russofone. La statua, considerata dai primi un omaggio ai morti per la liberazione dal nazifascismo e dai secondi un simbolo delle sofferenze estoni durante l'occupazione sovietica, è stata comunque spostata.

Attualmente le minoranze etniche provenienti dalle altre ex Repubbliche dell'Unione Sovietica, in particolare russi, ucraini e bielorussi vivono soprattutto nel nord-est del Paese (contea di Ida-Virumaa) e nella capitale Tallinn. Il 2% della popolazione ha radici ucraine, mentre l'1% è bielorusso.

Minoranza finlandese

L'1%, una piccola minoranza, è finlandese[14].

Minoranza setu estone

Lo stesso argomento in dettaglio: Setu, Lingua võro, Dialetto seto, Võrumaa e Põlvamaa.

Sono presenti in Estonia i setos, un gruppo autoctono con origini ugrofinniche come gli estoni, con ricche tradizioni culturali e una propria lingua, il voru-seto. La cultura setu si concentra nelle contee di Võru e di Põlva, nella zona sud-orientale del Paese, ma anche nel confinante rajon russo di Pečory (antica contea di Petseri).

Il confine che qui separa i due Paesi è ancora contestato, crea disagi e divide la comunità setu.[14]

Minoranza tedesca

Lo stesso argomento in dettaglio: Tedeschi del Baltico.

In passato c'è stata una numerosa colonia di tedeschi del Baltico, che influenzarono in parte anche la cultura, l'arte e i costumi degli stessi estoni. I collegamenti con il mondo germanico risalgono al Medioevo, quando le principali città facevano parte della Lega anseatica e molti degli abitanti delle città, in particolare l'aristocrazia, erano di lingua e cultura tedesca. Tuttavia, durante il periodo nazista, Hitler li fece richiamare in patria. Ne rimasero circa 3500, ormai completamente assimilati nella cultura estone. Erano presenti anche numerosi ebrei, che subirono persecuzioni durante l'occupazione tedesca degli Stati baltici nella seconda guerra mondiale e vennero quasi totalmente deportati e uccisi nei campi di sterminio.

Minoranza ebraica

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia degli ebrei in Estonia.

Gli ebrei in Estonia hanno una presenza organizzata dal XIX secolo ai giorni nostri. La comunità ebbe nel primo Novecento il suo periodo di massimo sviluppo e importanza e fu quindi duramente colpita dall'Olocausto e dalle repressioni del regime comunista sovietico. Un tempo forte di 5 000 unità, essa conta oggi circa 1 700 persone.

Religione

Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Estonia, Luteranesimo e Chiesa ortodossa.
Cattedrale luterana di Tallinn.

Prima della cristianizzazione, intrapresa nel tardo Trecento dai Cavalieri teutonici, in Estonia dominavano culti di tipo animista: Taara ("tharapita") e Maausk ("religione della terra"). Durante il periodo della riforma protestante fu introdotto il luteranesimo che divenne confessione ufficiale nel 1686. In realtà, tale introduzione non favorì una consistente conversione, poiché la Chiesa locale si associò incautamente al potere feudale svedese[47].

Il censimento del 2000 contava 152 000 luterani, 143 000 ortodossi, 5 000 cattolici, 4.018 Testimoni di Geova e circa 2 000 Taara, cui si aggiungono 68 000 atei dichiarati[48]. L'Estonia risulta essere il Paese meno religioso al mondo: oltre il 76% degli abitanti afferma di non seguire alcun credo religioso[48]. D'altra parte questo non significa che non sia diffusa una qualche forma di religiosità non istituzionale: secondo alcuni studi circa il 50% della popolazione crederebbe a una qualche forma di "spirito", concezione probabilmente legata all'animismo tradizionale pre-cristiano che contribuisce ancora oggi a definire l'identità nazionale del popolo estone[49].

La confessione più diffusa resta comunque il luteranesimo evangelico, professato dal 14,8% della popolazione, principalmente di etnia estone[48].

Il secondo gruppo religioso è rappresentato dalla Chiesa ortodossa, a cui appartiene la minoranza russa[50]. Un consistente gruppo di vecchi credenti era presente un tempo presso il lago Peipus, nella contea Tartu. La Chiesa ortodossa d'Estonia e i "vecchi credenti" facevano capo al patriarcato ecumenico di Costantinopoli fino all'inglobamento con l'Unione Sovietica, quando passò di autorità al patriarcato di Mosca. Di conseguenza dal 1991 vi sono nel Paese due sinodi separati: la Chiesa ortodossa estone, sotto la giurisdizione di Mosca, e la Chiesa ortodossa apostolica estone, sotto la giurisdizione di Costantinopoli.

La costituzione estone garantisce la libertà religiosa e non riconosce alcuna religione di Stato[51].

Lingue

Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua estone.

L'unica lingua ufficiale del Paese è l'estone, lingua di ceppo ugrofinnico, simile al finlandese, che è parlato dalla maggioranza degli abitanti (84,14% della popolazione).

Il russo è la madrelingua della minoranza russa, immigrata nel dopoguerra (14,29% della popolazione), non ha riconoscimento a livello ufficiale, anche se come seconda lingua è parlata dal 66% della popolazione, seguita dall'inglese (46%) e dal tedesco (22%)[52]. Altre lingue sono parlate dall'1,57%[53].