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Enna (Castruggiuvanni in siciliano) è un comune italiano di 24 884 abitanti[1], capoluogo dell'omonimo libero consorzio comunale in Sicilia.

Capoluogo di provincia più alto d'Italia, fu denominata Castrogiovanni (Castrojanni) fino al 1927, anno in cui riprese l'antico nome di Enna[4]. La città è stata definita Urbs Inexpugnabilis dai romani per la sua imprendibilità.

Nei tre millenni precedenti è stata roccaforte quasi inespugnabile di siculi, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi. È sede dell'Università Kore.

Geografia fisica

Enna sorge nella parte più elevata di un'ampia dorsale montuosa, che svetta sulla valle del Dittaino a 931 m d'altitudine. Tale dorsale, avente forma di V dolce o, secondo altre interpretazioni, di ferro di cavallo[5], si trova proprio nel centro geografico della Sicilia indicato con precisione dall'obelisco della Chiesa di Montesalvo nel quartiere Monte, il cosiddetto antico umbilicus Siciliae.[6][7][8][9] I rilievi che circondano Enna fanno parte della catena dei monti Erei, montagne calcaree e arenacee poco sviluppate in altezza, che costituiscono la maggiore presenza orografica del libero consorzio comunale di Enna. Il versante settentrionale del monte su cui Enna poggia è molto ripido con un maggiore dislivello rispetto agli altri ed è ammantato da un ampio bosco. Quello meridionale, invece, è notevolmente urbanizzato, legando fra loro la città alta e quella bassa, che si sviluppa ai piedi dell'altopiano.

Il comune di Enna rientra tra i primi 30 comuni più estesi d'Italia: il suo territorio occupa infatti una superficie di 357,14 km². La porzione centro-occidentale del libero consorzio comunale, costituita prevalentemente da rilievi aventi altitudine estremamente variabile, compresa tra la minima di 230 m s.l.m. e la massima di 990 m, corrisponde alla cima del monte su cui sorge la città e dove originariamente aveva sede l'acropoli antica. Circa 10 km a sud del centro storico si trova il lago Pergusa, a 677 m s.l.m., caratterizzato da un bacino endoreico, importante luogo di sosta e svernamento per decine di specie di avifauna. Attorno alle rive del lago si snoda l'omonimo circuito automobilistico. I fiumi che scorrono nel territorio di Enna hanno principalmente carattere torrentizio, tranne il Dittaino, affluente del Simeto, e l'Imera meridionale o Salso. Enna è comunemente suddivisa in due "macro-aree": Enna Alta ed Enna Bassa, cui si aggiunge Pergusa, che ne è una frazione. Tutte e tre le aree sono nettamente separate dal punto di vista geografico.

Enna Alta

Lo stesso argomento in dettaglio: Enna alta.
Scorcio del centro storico visto dalla Torre Pisana

Enna Alta sorge su un altipiano tra i 900 ed i 990 m d'altitudine, che svetta isolato al centro degli Erei, dominando la valle del Dittaino a est e la valle del Salso a ovest. L'altipiano ennese ha forma di triangolo irregolare: i versanti settentrionale e occidentale sono i più ripidi e scoscesi, con strapiombi fino a 400 m sulle vallate sottostanti. A sud, invece, si apre il profondo solco vallivo del Pisciotto, storico asse di penetrazione al monte, e altre vallette che si dipartono da esso, lungo le quali si sono sviluppati nei secoli i quartieri popolari, come Valverde. Il centro storico si è da sempre sviluppato sulla parte più alta del monte, nel versante nordorientale; sono presenti pittoresche scalinate tra gli stretti vicoli di matrice araba che scendono, tortuose, dal centro ai rioni più bassi. L'altipiano ennese misura, approssimativamente, 2 km lungo il fronte nord, 1 km in quello ovest e 1,5 km in quello sud. La leggenda vuole che il sito fosse scelto oltre 3000 anni fa dai Sicani, che vi introdussero il culto di Cerere, perché ben protetto come sito militare e roccaforte[10][11][12]. La posizione strategica consentiva di avere una visuale molto ampia del territorio circostante. Di questa presenza rimane testimonianza nella rocca di Cerere, un'emergenza rocciosa su cui sorgeva il santuario di Demetra (nome greco di Cerere)[13][14].

Il monte ennese, benché isolato, offre 5 sorgenti d'acqua: una è stata inglobata nella Villa Farina, un'altra sgorga dalla viva roccia tra le scalette di via Canalicchio. Sgorga acqua dalla roccia anche nella parete meridionale del Castello di Lombardia. Quest'abbondanza di sorgenti aiutò Enna a resistere ai lunghi assedi tesi al tempo dei Romani e degli Arabi che nell'859, guidati da un traditore cristiano, riuscirono a penetrare nella città attraverso la rete fognaria.[15] Enna alta, fino al primo dopoguerra, fu per lungo tempo l'unico insediamento urbano del capoluogo ereo. La sua saturazione urbana ha portato nel Novecento alla nascita di Enna Bassa.

Nel settore orientale si trova il quartiere Lombardia che prende nome dall'imponente omonimo castello, non lontano dal Duomo di Enna, dai Musei Alessi, Archeologico di Palazzo Varisano, un po' più lontano dal museo "Fede e Tradizione" di recente costituzione nei locali della chiesa San Leonardo Abate, Il centro storico si snoda lungo Via Roma lungo la quale sorgono ampie piazze, tra cui il cosiddetto Belvedere comprendente piazza Francesco Crispi e il viale Guglielmo Marconi fino alla confluenza con via Alessandro Volta; numerose sono le chiese e monumenti. Lungo tale via sorgono le sedi delle principali istituzioni (libero consorzio comunale, comune, prefettura, genio civile), il teatro, banche e assicurazioni. A sud vi sono le aree urbane più basse rispetto al centro storico, Valverde, il quartiere più vecchio, con viuzze strette e tortuose, bagli e ponti, e Fundrisi altrettanto antico.

Lo stesso argomento in dettaglio: Monte (Enna).

Il Monte è il quartiere più moderno ed è attraversato dai viali Armando Diaz e IV Novembre, che si incrociano con via Libertà (terminale della centrale via Roma) in uno dei più trafficati quadrivi della città. Vi si trovano, la Torre ottagonale di Federico II, la Chiesa Santa Maria di Gesù in Montesalvo con l'obelisco che indica il centro geografico della Sicilia, lo Stadio Comunale Generale Gaeta. In questa area, un tempo occupata da un bosco di roveri, dei quali rimane un unico esemplare in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, su una motta naturale sorge la ottagonale Torre di Federico II, importante monumento svevo.

Enna deve la nomea di Belvedere di Sicilia in quanto sorge in cima a un monte, in una terrazza naturale che sporge al centro dell'isola, senza catene montuose abbastanza vicine o alte da chiudere la vista. Nei giorni più limpidi, lo sguardo spazia ininterrotto, in linea d'aria, per circa 30 km verso nord (si scorge Nicosia, alle falde dei Nebrodi), per altrettanti verso est (fino ad Agira e alla zona industriale di Dittaino) e verso ovest (si intravede Caltanissetta), e per quasi 15 km verso sud (si vede Pergusa ed il suo lago, e Valguarnera Caropepe).

Punti panoramici principali:

  • il Belvedere Marconi, che si apre a nord includendo per intero il paesaggio dall'Etna alle Madonie
  • il viale Paolo e Caterina Savoca, che ne è la continuazione fino al Castello di Lombardia
  • il viale Nino Savarese, che cinge il castello e permette pertanto di passare dal panorama a nord a quello a sud
  • la Torre delle Aquile del Castello, il punto panoramico più completo, che svetta da oltre 1000 m d'altezza a 360° sul panorama a nord, est, sud, e ad ovest domina tutta Enna (si vede chiaramente anche la Torre di Federico II) e, dietro di essa, lascia intravedere Caltanissetta
  • la Rocca di Cerere, ultimo sperone orientale dell'akropolis di Henna, da cui il panorama si apre a nord, est e sud, mentre a ovest si ha una veduta del Castello di Lombardia
  • via Porta Palermo o Porta Reale, arco che si apre in via Roma nei pressi del Duomo
  • il Corso Sicilia, che dà verso nord su Calascibetta
  • la Torre di Federico II, dalla cui cima si domina Enna e le vallate sottostanti, nell'antica residenza estiva dell'imperatore Federico.

Enna Bassa

Lo stesso argomento in dettaglio: Enna Bassa.

Enna Bassa si è sviluppata sulle colline a valle di Enna sul versante sud, ad un'altitudine variabile intorno ai 700 m s.l.m. partendo dal quadrivio Sant'Anna attorno al quale sorgeva un piccolissimo nucleo di case, attorno alla chiesetta di Sant'Anna. Dagli anni sessanta in poi si sono sviluppati gradatamente quartieri residenziali, aree commerciali, uffici e attività varie. La nascita dell'Università ha avuto un ulteriore effetto propulsivo. Nel quadrivio originario si incrociano tre strade statali e una provinciale.

Pergusa

Lo stesso argomento in dettaglio: Villaggio Pergusa.

Pergusa è una frazione della città e dista 10 km dal centro. Ha una popolazione residente assai ridotta (circa mille abitanti) ma è presente una sviluppata edilizia di villeggiatura e buona parte delle strutture ricettive e turistiche quali alberghi, bed and breakfast e agriturismi, molti dei quali affacciati sul lago, principale meta turistica della località. La Riserva Naturale Speciale Lago di Pergusa ingloba il piccolo abitato del villaggio e vanta una ricca avifauna che sverna, transita o risiede nell'area. La Riserva comprende il bacino del Lago Pergusa, di 1,8 km² e l'ampia area che lo circonda che comprende la Selva Pergusina, una pineta attrezzata, il giuncheto e altre aree di pregio naturalistico. La frazione dà il nome ad un circuito automobilistico, l'Autodromo di Pergusa, nel quale venne disputata l'unica edizione del Gran Premio del Mediterraneo di Formula 1 il 27 agosto 1961[senza fonte].

Clima

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Enna e Clima della Sicilia centrale.
Scorcio di Piazza Vittorio Emanuele avvolta nella nebbia

Il clima di Enna è caratterizzato da inverni freddi e umidi ed estati calde, anche se meno calde rispetto a tutti gli altri capoluoghi siciliani, per via della sua altitudine. Frequentissima è la nebbia, presente per ben 140 giorni all'anno, che rende Enna il capoluogo più nebbioso d'Italia.[senza fonte]

Il clima più mite ha reso Enna un buon rifugio dalle torride estati siciliane: l'imperatore Federico II di Svevia vi costruì l'omonima torre come residenza estiva.

Le medie si riferiscono al trentennio 1971-2000 per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia:

ENNA
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 8,38,610,313,219,425,028,128,323,518,113,19,78,914,327,118,217,1
T. min. media (°C) 3,83,24,06,111,315,718,719,215,511,88,05,34,17,117,911,810,2
T. max. assoluta (°C) 18,0
(1991)
19,4
(1998)
22,0
(1996)
24,6
(1998)
30,4
(1994)
39,0
(1998)
41,0
(1988)
39,8
(1999)
33,0
(1988)
29,8
(1991)
23,0
(1999)
21,2
(1989)
21,230,441,033,041,0
T. min. assoluta (°C) −5,0
(1993)
−4,6
(1972)
−5,2
(1993)
−1,4
(1973)
1,6
(1991)
7,0
(1991)
10,4
(1972)
10,8
(1991)
8,6
(1971)
4,2
(1972)
−0,8
(1971)
−4,2
(1991)
−5,0−5,27,0−0,8−5,2
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 000003101000000023023
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 4420000000021020012
Precipitazioni (mm) 70,456,946,943,222,917,78,225,340,679,373,671,0198,3113,051,2193,5556,0
Giorni di pioggia 887642135688241761966
Giorni di neve 11000000000020002
Giorni di nebbia 191716127312101619185435645140
Umidità relativa media (%) 77757170625654576672778077,367,755,771,768,1

Particolari valori climatici

Si riferiscono al trentennio 1960-1990 secondo l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura minima mai registrata (°C) −5,8 −5,0 −5,0 −1,4 0,6 6,8 10,4 11,4 8,4 3,2 −1,0 −4,0 −5,8
Temperatura massima mai registrata (°C) 20,4 19,8 21,8 23,2 30,0 35,0 41,0 38,0 33,0 28,0 22,4 21,2 41,0

La temperatura minima registrata ad Enna dal secondo dopoguerra è di −5,8 °C, nel gennaio 1962, valore sfiorato anche nei mesi di febbraio e marzo 1956 con −5,4 °C. L'agosto 1958 fu il più freddo in assoluto, con una minima di 10 °C. La massima è stata registrata nel luglio del 1988, quando il termometro toccò i 41 °C. In assoluto la temperatura più alta registrata in inverno è stata 21,2 °C nel dicembre 1989. Per quanto riguarda le precipitazioni, l'agosto 1999 fu il mese più piovoso, con 253 mm di pioggia caduta, mentre il mese più siccitoso fu il settembre del 1988, quando si ebbero precipitazioni quattro volte inferiori, pari cioè a 58,8 mm.

Origini del nome

Il nome Enna è stato introdotto nel 1927 con il processo di rinominazione fascista, che riprendeva ove possibile gli antichi nomi dell'età classica. Fino a quella data infatti il comune di Enna era chiamato in siciliano Castrugiuvanni, italianizzato in Castrogiovanni[4].

L'origine del toponimo antico potrebbe derivare da un sostrato pregreco, sovente ipotizzato in uno sicano o siculo. Quel che è certo è che in greco antico l'insediamento era noto con il nome di Ἔννα (Énna), successivamente latinizzato presso in Henna (o meno frequentemente Hennae).

Durante la dominazione araba ha assunto invece la nominazione strategico-militare di "fortezza di Enna", cioè di qaṣr (قَصْر)[16]. Il vecchio toponimo siciliano di Castrianni trarrebbe infatti origine nella locuzione Qasr Yānī o Qasryānnih, da intendersi quindi come un cambiamento fono-morfologico di *qasr-enna[17][18] A tal proposito anche Letojanni sembra condividere la medesima desinenza.

Dall'XI secolo fino appunto al 1927, attraverso le contaminazioni linguistiche degli altri popoli che hanno dominato nei secoli l'isola, si è dunque passati, con il tramite della latinizzazione effettuata dai Normanni, alla forma di Castrum Ioannes dalla quale sono poi scaturiti il siciliano Castrianni e l'italiano Castrogiovanni. Entrambe queste forme sono ancora oggi diffuse sotto forma di cognomi.

Storia

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Enna.
Palazzo Varisano durante una manifestazione del ventennio fascista
Via Roma tra piazza VI Dicembre e piazza Umberto I nel settembre 2011

Enna ha origini incerte antecedenti all'influsso greco risalenti al XIV secolo a.C.: un villaggio, una necropoli e un tempio risalenti al Neolitico sono stati rinvenuti sui colli attorno al Lago di Pergusa, ed in particolare sul colle detto di Cozzo Matrice. Diversi altri insediamenti nascono durante l'età del rame e poi del bronzo sulle colline che circondano l'altura ennese. Tra essi, in parte già indagati, i centri anonimi di Capodarso, Juculia, Contrada Rossi. Nell'XI secolo a.C. genti che possono essere identificate con il popolo sicano, si stabilirono sull'altura. Da recenti ritrovamenti, il primo insediamento può porsi durante l'età del rame lungo la vallata del Torcicoda, il torrente che scaturisce dai pendii meridionali della città, e che da sempre rappresenta la principale via di penetrazione verso l'altipiano.

Durante la dominazione greca la polis certamente aveva già il toponimo Henna che parrebbe di origine preindoeuropea e che, nonostante diverse ipotesi, appare del tutto incomprensibile dal punto di vista etimologico. Era rinomata in tutta la Sicilia per il tempio e il culto di Demetra, la Cerere dei romani. Nel 396 a.C. passò in mano ai Siracusani e nel 212 a.C. ai Romani. Durante la prima guerra servile 136-132 a.C. fu governata dallo schiavo siriano Euno che partendo da questa acropoli conquistò l'intera Sicilia orientale.

Dopo la dominazione romana, Henna diventò un fiorente centro bizantino dell'isola e successivamente arabo. Da questi ultimi fu rinominata Qaṣr Yānī poi, conquistata e riedificata dai Normanni, il nome arabo della città viene foneticamente latinizzato in 'Castrogiovanni'. Nella sollevazione antiangioina del Vespro siciliano, la città ebbe un grande ruolo e riuscì per qualche tempo a divenire libero comune con istituzioni repubblicane. Diventata l'isola aragonese, fu proprio uno degli sovrani aragonesi, Federico III di Sicilia, a fare di Enna, grazie alla sua posizione di città inespugnabile, un centro fiorente, sovente sede della corte, rinnovandone l'architettura con numerosi monumenti in stile gotico catalano, che caratterizzano il centro storico. Sotto la monarchia ispanica e in seguito dei Borbone, la città, che faceva parte del demanio della corona, ancora fiorente nel corso del XVI e XVII secolo, iniziò un lento declino anche per le frequenti carestie. Persa l'occasione di diventare sede di diocesi – fu preferita per la sua posizione geografica e altimetrica Piazza Armerina – con l'unità d'Italia la città riuscì ad inserirsi nel nascente mercato nazionale grazie alla ferrovia che attraversava il suo territorio e che garantiva accessibilità e sbocchi portuali alla produzione delle sue miniere di zolfo.

Nel 1927 il regime fascista costituì Castrogiovanni capoluogo di provincia, staccandolo dall'allora provincia di Caltanissetta, preferendolo a Caltagirone e a Piazza Armerina, legate a Sturzo e al partito popolare. Esaltandone antichi fasti legati al suo mitico passato classico - il mito di Proserpina innanzitutto - sul finire dello stesso anno ripristinò l'antico nome di Enna.[4]

Nel 2004 è diventata sede del quarto polo universitario siciliano.

Simboli

Gonfalone cittadino

Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 gennaio 1945.[19]

Stemma

Lo stemma civico venne ideato e creato da padre Giovanni dei Cappuccini quando la città era allora conosciuta con il nome di Castrogiovanni. Esso presenta un castello con tre torri (la prima rappresenta Castrogiovanni Città del Sole, ossia di luce e di Sapienza; la seconda Castrogiovanni, Città di Pace, e di Abbondanza; la terza Castrogiovanni intesa come Madre e legislatrice della Trinacria), dalla cui sommità escono delle spighe, su uno scudo che si trova al centro del petto di un’aquila bicipite coronata. La figura dell'aquila bicipite risale al periodo di Enrico VI e della moglie Costanza della Casa Reale di Svevia; presero spunto a quanto pare dai tarì siciliani che su un verso avevano tale simbolo, risalente all’epoca delle dominazioni bizantine. Successivamente il figlio, Federico II applicò diverse varianti tra cui un'aquila nera su sfondo oro, un'aquila monocefala nera su sfondo argento e infine ciò che è l’attuale aquila bicipite nera su fondo oro.

Gonfalone
«Drappo di colore verde riccamente ornato di ricami d'oro, caricato dello stemma sopra descritto, con l'iscrizione centrata in oro: CITTÀ DI ENNA. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto verde con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali, frangiati d'oro.»