Cormons (in sloveno Krmin[6], in tedesco Kremau, in friulano Cormons[7]) è un comune italiano di 7 001 abitanti[2] dell'ente di decentramento regionale di Gorizia nel Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica

Situata ai piedi del monte Quarin (274 m s.l.m.) a settentrione del Carso goriziano, nella zona pianeggiante del Collio, dista circa 3 chilometri dal confine con la Slovenia, circa 40 chilometri dal capoluogo di regione Trieste, 10 dal capoluogo di provincia Gorizia, circa 25 da Udine e circa 90 da Pordenone.

Origini del nome

Il nome Cormons ha un substrato linguistico prelatino: deriva probabilmente da un nome proprio di persona o di popolo (Carmo) da cui avrebbe avuto origine anche il nome di una tribù, i Galli Carmones o Carmonenses. La tribù doveva il proprio nome a una donnola o a un ermellino (rispettivamente carmùn in lingua reto-romanza e harmo in antico tedesco), di cui aveva fatto il proprio totem.[8]

Storia

Le prime tracce di insediamenti nel territorio di Cormons si hanno in epoca romana, legata alla colonia diAquileia. Il luogo fu fortificato nel II secolo come stazione militare a difesa delle invasioni barbariche da parte di Quadi e Marcomanni. La rocca (Castrum) sul monte fu probabilmente eretta nel 610 da parte dei Longobardi per resistere agli attacchi degli Avari.

In età alto-medievale, dal 628 divenne per più di un secolo sede dei patriarchi di Aquileia come conseguenza dello “scisma dei Tre Capitoli”. Infatti, furono eletti contemporaneamente due patriarchi: uno si rifugiò a Grado; l’altro trasferì la sede patriarchina a Cormons, più sicura e non troppo distante da Aquileia, ancora titolare della provincia metropolitica. Lo scisma fu superato sancendo nel 731 la legittimità di entrambe le sedi patriarcali. Nel 737, il patriarca di Aquileia trasferì la propria sede a Cividale, sede dei duchi longobardi.

Il castello sul monte Quarin offrì probabilmente riparo alle popolazioni durante le incursioni degli Ungari, tra IX e X secolo. Nel 964, durante la riorganizzazione del potere imperiale, questi territori furono donati dall’imperatore Ottone I al patriarca di Aquileia. Cormons venne a lungo contesa in virtù della propria importanza strategica sulla via di accesso a Gorizia e per diverse vie di pellegrinaggio.

Nel corso dei secoli XI e XII, Cormons fu contesa fra i patriarchi di Aquileia e i conti di Gorizia, che nel 1277 se ne impadronirono. Dopo una breve occupazione veneziana nel 1308, tornò ai conti di Gorizia.[9] Nel 1497 il conte Leonardo di Gorizia fu costretto da Massimiliano I d'Asburgo a firmare un lascito ereditario a suo favore per evitare la guerra. Alla morte di Leonardo, Cormons, come tutta la contea di Gorizia, passò all'Impero Asburgico che, salvo un breve periodo di occupazione da parte della Repubblica di Venezia (1508-1509) e la breve parentesi napoleonica, la mantennero fino alla prima guerra mondiale. Dal 1563 al 1570 vi si tennero incontri politico-militari tra Venezia e l'Impero, che però diedero scarsi risultati.

Concluse le guerre napoleoniche e ridefiniti i confini degli stati europei al Congresso di Vienna, nel 1816 Cormons ed il Goriziano entrano far parte del Regno d'Austria. Nel 1849, per volontà dell’Imperatore Francesco Giuseppe, il territorio di Gorizia ottiene lo status di Land ed assunse il nome di Contea Principesca di Gorizia e Gradisca, diventando in tal modo uno dei 17 Paesi rappresentati al Consiglio dell’Impero.

A conclusione della terza guerra di Indipendenza, il 12 agosto 1866 il generale di Corpo d’armata Petitti di Roreto ed il plenipotenziario austriaco, generale Moring, sottoscrivono a Cormons, a villa Tomadoni, l’armistizio fra Regno d’Italia e Impero d’Austria.[10]

Con la bolla del 4 agosto 1910, Francesco Giuseppe I d'Austria concesse a Cormons il titolo di città.[11] Ne riconosceva così l'importante crescita economica, dovuta alla ferrovia Südbahn che dal 1860 collegava Cormons a Vienna e alla rete ferroviaria italiana e che dal 1866 divenne dogana del confine tra l'Impero austroungarico e l'Italia.

Nel corso della prima guerra mondiale passò subito in mano agli italiani (25 maggio 1915), poi venne riconquistata dagli austriaci (28 ottobre 1917, XII battaglia dell'Isonzo), per tornare definitivamente all'Italia al termine della prima guerra mondiale; in ogni modo, fu in parte danneggiata durante la guerra.

Durante la seconda guerra mondiale, Cormons fu invasa dai tedeschi dopo l'armistizio. Nel corso dell'occupazione nazi-fascista a Cormons nacquero dei nuclei partigiani, come il battaglione Garibaldi e Mazzini, che nei due anni fecero sabotaggi e imboscate contro i nazi-fascisti in tutto il territorio cormonese provocando la perdita di numerosi soldati tedeschi e miliziani fascisti. A seguito di questi fatti, i tedeschi risposero con terribili rappresaglie e molti civili persero la vita nei campi di concentramento, come tragico fu un episodio in un locale cormonese dove, a seguito di un'azione partigiana e la perdita di un soldato tedesco, i tedeschi risposero con una terribile rappresaglia deportando un gran numero di civili innocenti nei campi di concentramento e molti di loro non fecero più ritorno, ma comunque si registrano altre rappresaglie fatte dai tedeschi soprattutto nella zona della piazza 24 maggio perché la zona venne coinvolta due volte da scontri tra tedeschi e partigiani che causarono la morte anche ad alcuni soldati, dove anche nel palazzo Locatelli c'era il comando del reparto tedesco a Cormons, il comandante Hans Von Graevenitz, comandante anche della 237^ divisione granatieri che aveva stanza nella caserma Amadio. Cormons fu spesso colpita dai bombardamenti alleati, siccome era presente un importante scalo ferroviario con a presidio un treno militare tedesco e diversi bunker nelle vicinanze. Molti civili persero la vita durante gli attacchi e la stazione subì danni pesanti, i bombardamenti più significativi che causarono più vittime e distruzione si ricordano il bombardamento del 18 marzo 1944, dove persero la vita dei civili e si contano anche feriti e distrusse numerose case, e si ricorda il 27 settembre 1944, quando la stazione ferroviaria fu colpita durante un bombardamento, causando il danneggiamento del treno militare e provocando numerosi morti e feriti tra i militari tedeschi. Cormons venne liberata due volte. La prima volta avvenne il 28 aprile 1945 grazie all'azione partigiana, resistendo al tentativo tedesco del giorno seguente di rioccupare Cormons dove si svolsero cruenti scontri portando a molte perdite per le guardie civiche (soldati volontari) ma comunque resistettero. Il 1 maggio però arrivarono i Cetnici, soldati serbi fedeli a re Pietro e al servizio dei tedeschi, che perpetuarono diverse rappresaglie e saccheggi. Solo il 3 maggio Cormons venne liberata definitivamente da un reparto corazzato neozelandese disarmando i cetnici in città e costringendoli alla resa.

Simboli

Lo stemma comunale con il capo del Littorio riconosciuto nel 1936

Stemma

Lo stemma comunale venne concesso dall'imperatore Francesco Giuseppe il 16 marzo 1869[12][13], per poi essere riconosciuto ufficialmente dallo Stato italiano con DCG del 7 agosto 1936.[14]